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I rimedi di bellezza in carcere delle detenute di Rebibbia, dalle patate idratanti allo zucchero con il limone per depilarsi

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Sopravvivere in carcere è un'esperienza durissima. Lo è ancora di più se si è donne e ci si trova costretti a rinunciare a rituali di bellezza o di semplice cura di sé che, soprattutto per il sesso femminile sono fondamentali, soprattutto per tenere alta l'autostima anche nei momenti difficili. Le donne in carcere in realtà, fanno di tutto per sopravvivere da vere donne anche dietro le sbarre, ricorrendo a prodotti insospettabili come le patate o il ferro da stiro.

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Li hanno raccontati nel dettaglio le detenute del carcere di Rebibbia nel libro Ricci, limoni e caffettiere, piccoli stratagemmi di una vita ristretta, a cura di Cristina Laura Cecchini, Cristina Gasperin e Silvia Giacomini. Nel testo le donne spiegano come, anche senza i mezzi tradizionali, si possano sperimentare rituali di bellezza alternativi, rispolverando i rimedi delle nonne e reinventandoli in relazione alla condizione di detenute.

Le donne in carcere non hanno la possibilità di utilizzare tanti strumenti che ci sembrano irrinunciabili, come la crema idratante, la piastra il make up. Ecco allora che le detenute si lisciano i capelli utilizzando due fondi caldi della moka, tra cui stringere le ciocche.

La crema idratante non te la danno, è considerata “pericolosa”(ma il rasoio te lo lasciano) o semplicemente un optional trascurabile; ecco quindi che la patata bollita diventa lo strumento migliore per ammorbidire la pelle e anche la maschera viso non diventa un optional, grazie a un tuorlo d'uovo.

Il rasoio, incredibile ma vero, te lo lasciano, ma molto non vogliono radersi con la lama, ecco quindi che puoi anche farti la ceretta. Con cosa? Acqua, zucchero e limone. Ne viene fuori un caramello che una volta spalmato caldo sulle gambe, funziona esattamente, o quasi, come la cera. SE ti viene l'orzaiolo, vengono in soccorso i rimedi gitani: basta strofinare la fede per scaldarla e passarla sull'occhio tre volte.

Sia chiaro, alcuni prodotti di bellezza possono essere acquistati tramite lo spaccio, ma hanno un costo spropositato rispetto a quello che possono raggiungere in un normale supermercato. Ecco quindi che le donne del carcere, tanto attente alla cura di sé quanto al risparmio, non rinunciano a certi rituali, ma lo fanno senza utilizzare il denaro che potrebbe essere utile alla famiglia fuori. E all'improvviso lo zucchero, improvvisamente, diventa il migliore amico delle tue gambe lisce.

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