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Brasile, campagna shock contro l'anoressia: modelle scheletriche come disegni

Dopo l'approvazione di una legge contro le modelle troppo magre da parte di Israele, a prendere posizione sulla questione anoressia nel mondo della moda è il Brasile. L'agenzia Star Models, concessionaria per il Sudamerica di Ford Models, ha infatti lanciato una campagna shock, con top vere ritratte scheletriche come appaiono nei bozzetti degli stilisti. Realizzata dall'agenzia pubblicitaria Revolution Brasil con abbondante uso di Photoshop, l'adv è un vero e propro pugno nello stomaco e vuole in questo modo sottolineare l'enorme differenza tra la bellezza reale e 'immaginata'. "You are not a sketch. Say no to anorexia": "Tu non sei un bozzetto. Di' no all'anoressia", è il claim. Foto Star Models (Revolution Brasil).
I disturbi alimentari nel mondo della moda sono da sempre al centro di feroci discussioni e polemiche, con buona parte del fashion system che ne nega l'esistenza, a partire dall'iconico Karl Lagerfeld, finito nell'occhio del ciclone per aver detto: "Le modelle? Non sono così magre". Non mancano però voci fuori dal coro, come per esempio quella dell'ex editor di Vogue Australia, Kirstie Clements, che nel suo libro-rivelazione The Vogue Factor accusa invece pesantemente il sistema (leggi la news).
Secondo Kirstie Clements la pratica da parte delle ragazze che sfilano in passerella di "mangiare fazzoletti per placare lo stimolo della fame" era e continua a essere molto diffusa, alimentata (per un triste gioco di parole) da assurde 'classifiche della magrezza', inversamente proporzionali al prestigio delle piazze: "Quando una modella protagonista di un buon lavoro in Australia perdeva due misure al fine di essere chiamata per delle sedute oltremare, allora l’ufficio di Vogue Australia diceva che era diventata una 'magra di Parigi'".
Secondo Kirstie Clements la pratica da parte delle ragazze che sfilano in passerella di "mangiare fazzoletti per placare lo stimolo della fame" era e continua a essere molto diffusa, alimentata (per un triste gioco di parole) da assurde 'classifiche della magrezza', inversamente proporzionali al prestigio delle piazze: "Quando una modella protagonista di un buon lavoro in Australia perdeva due misure al fine di essere chiamata per delle sedute oltremare, allora l’ufficio di Vogue Australia diceva che era diventata una 'magra di Parigi'".
Basterà la campagna di Star Models a strappare il velo sull'ipocrisia del fashion system e ad aprire gli occhi alle modelle, ma anche e soprattutto alle ragazze comuni che si ispirano a un concetto di bellezza a dir poco tossico? Chissà, ma è di sicuro un nuovo importante passo verso una moda più sana.

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