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Chirurgia estetica: nuovi standard su età, pubblicità ingannevoli e competenze mediche

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L’Italia è nella rosa dei 33 Paesi europei che garantiranno regole più severe e maggiore trasparenza in fatto di interventi di chirurgia estetica e scelte di marketing ingannevoli o eccessivamente patinate.

L’European Committee for standardization, infatti, ha stabilito nuovi standard (il testo è entrato nel corpo normativo lo scorso 12 marzo) per cui si dice basta a modelle dal sapore di photoshop per attirare le pazienti (attenzione: pazienti, non più clienti), basta alle super offerte e alle rate con cui pagare gli interventi, basta, soprattutto, alla mancanza di regole che, più che da una norma, dovrebbero provenire dal buon senso. Per questo motivo il Cen stabilisce un’età minima sotto la quale non si potrà sottoporsi ad un’operazione estetica.

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Questa riorganizzazione vuole innanzitutto lasciar passare il messaggio che non esistono interventi “soft” e di routine: un bisturi è un bisturi e comporta sempre e comunque un fattore di rischio. E così le operazioni sono classificate con delle lettere: A equivale ad un rischio minimo, B moderato e transitorio, C danno permanente che non danneggia le funzioni vitali e D handicap con danni funzionali. In questa stessa ottica gli unici interventi ammissibili prima dei 18 anni riguardano la correzione delle orecchie a ventole, la riduzione del seno e la correzione delle areole mammarie.

E poi c’è tutta una parte che riguarda le competenze dei medici e quel marketing pubblicitario che il sistema mette in moto: non ritoccare le foto ma mostrare risultati reali nel prima e dopo la cura; abolire i “pacchetti” sconto più appuntamento e chiarire i prezzi sin dall’inizio con il paziente. Il comitato, poi, boccia il turismo medico che “raramente è fatto nell’interesse dei pazienti”. Infine, si chiede grande chiarezza su competenze e specializzazioni dello staff medico: a chi spetta intervenire chirurgicamente? Tutti quei medici che non sono autorizzati, perché non in possesso di specializzazioni, saranno invitati dalle autorità dei Paesi coinvolti a intraprendere un percorso formativo che preveda un training in chirurgia estetica.

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