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Chanel n. 5 fa male alla salute: è vero? Per UE ingredienti 'pericolosi'

  • chanel.com

Che cosa direbbe Marilyn Monroe se sapesse che Chanel n°5 fa male alla salute? Proprio lei che raccontava di vestirsi solo con alcune gocce del celebre profumo. Già, perché stando a quanto riporta l'agenzia di stampa Reuters, l'Unione Europea starebbe lavorando a una legge che vieta l'impiego cosmetico proprio di alcuni degli ingredienti più importanti dell'iconica fragranza.

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Secondo il comitato scientifico della UE, infatti, attualmente verrebbero utilizzati a vario titolo dall'industria oltre 100 allergeni dannosi per la salute dei consumatori, tra cui anche il muschio e il muschio di quercia, due composti chiave di Chanel n°5. La proposta dell'Unione è dunque di ridurre nelle formulazioni allo 0.001% l'utilizzo di questi ingredienti e di altri quali il citrale, la cumarina e l'eugenolo (tutti di derivazione naturale).

Una richiesta che per Chanel significa 'uccidere' non solo la sua fragranza più nota, ma in generale tutta l'industria cosmetica: "Chanel n°5 non ha mai fatto male a nessuno. Se si continua così, sarà la morte del profumo. Tanto più si utilizzano ingredienti naturali e maggiore è il rischio di allergie. Limone, gelsomino, bergamotto: tutti contengono allergeni", ha dichiarato la responsabile della divisione cosmetica di Chanel, Sylvie Jourdet, a The Telegraph.

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Ma Chanel n°5 non è il solo a rischiare. Pure Miss Dior, Guerlain Shalimar e Angel di Thierry Mugler sono finiti sotto la lente del comitato scientifico della UE, 'colpevoli' anch'essi di contenere diverse sostanze proibite, facendo dichiarare a Françoise Montenay di Chanel: "Sarà la fine delle più belle fragranze se non potremo utilizzare questi ingredienti".

Il mondo della cosmetica è in subbuglio. La nuova normativa UE, infatti, se sarà approvata prevederà che in etichetta siano indicati tutti i 100 composti 'pericolosi' e non più solo i 26 attualmente obbligatori. Una decisione che da un lato rischia di rendere pubbliche formulazioni segrete da decenni e dall'altro di costringere le diverse case produttrici addirittura a modificarle, cambiando di fatto l'essenza del profumo.

Insomma, una brutta grana, perché immaginare Chanel n°5 con una fragranza diversa è a dir poco impensabile: come lo prenderebbe una donna che lo usa da anni un simile rinnovamento? Male, ça va sans dire, e questo significherebbe un crollo delle vendite in un settore che è una vera e propria gallina dalle uova d'oro. Quindi? Non resta che aspettare e vedere che cosa succederà all'Unione Europea, ma intanto il Gruppo LVMH ha già diffuso un comunicato in cui dichiara che "è essenziale preservare l'eredità olfattiva culturale europeo", facendo così sapere di essere pronto a dare battaglia. Per il bene della cultura, mica per soldi: che cosa credevate?

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